a colloquio con Laura Fasiolo

Gorizia deve essere collocata nella rete dei trasporti merci e passeggeri europea: per non essere marginalizzato sono essenziali la lunetta tra le due Gorizie e il passante di Ronchi

Gorizia nel TEN-T (Trans European Network-Transport), che significa?
Il TEN-T è un progetto avviato dall’Unione Europea nel 2013 per migliorare le vie di comunicazione a livello comunitario e transfrontaliero. Riguarda la circolazione di merci e persone, la riduzione delle emissioni di gas inquinanti fino al 60%, la forte riduzione dei tempi di viaggio e il miglioramento della rete su strada e rotaia, la facilitazione di collegamenti portuali, interportuali, aeroportuali, i nodi intermodali. Consentirà di scoprire centri di interesse oggi poco serviti, migliorando il futuro economico e socio culturale della Next Generation Eu. Inoltre le leggi europee che regolano i collegamenti saranno uniformate e le più importanti città e regioni saranno collegate a uno dei 9 corridoi in circa 30 minuti.

Il TEN-T comporta 9 Corridoi distribuiti nelle grandi arterie di collegamento europee. Quali sono i corridoi che interessano il nodo di Gorizia ?
Il cosiddetto nodo di Gorizia-Nova Gorica, Šempeter, Vrtojba è uno dei due valichi ferroviari tra Italia e Slovenia, aperti alle comunicazioni con la Penisola Balcanica, l’ Europa Orientale. Il valico di Gorizia è uno dei collegamenti mancanti tra Paesi confinanti ( il quattordicesimo dei 15 missing links in Europa), che rientrano in una priorità europea. Si tratta di collegamenti ferroviari mancanti tra gli stati e spezzati dalla guerra, di cui va assicurata la “ricostruzione” attraverso le differenti modalità di trasporto. Il valico Gorizia-Nova Gorica va perciò ricostruito e potenziato, anche per il ruolo di collegamento con i due Corridoi della circolazione europea che qui transitano: il Baltico Adriatico e il Mediterraneo, due corridoi che interessano direttamente la nostra regione.

Nove i Corridoi che collegheranno velocemente tutta Europa. Quattro sono di rilevanza per l’Italia e due per la nostra regione..
L’Italia è interessata da 4 dei 9 Corridoi europei che riguardano ben 15 mila km di ferrovie che saranno adattate ai treni ad alta velocità, per ridurre i tempi di collegamento; oltre ai 94 i porti, che saranno collegati da strade e ferrovie e ai 38 grandi scali aeroportuali, con linea ferroviaria. I corridoi sono così distinti:

  1. il Corridoio Mediterraneo, che attraversa il Nord Italia da Ovest ad Est, congiungendo Torino,Milano, Verona, Venezia, Bologna e Ravenna, Trieste;
  2. il Corridoio Baltico Adriatico che collega l’Austria e la Slovenia ai porti del Nord Adriatico di Trieste, Venezia e Ravenna, Padova e Bologna passando per Udine;
  3. Il Corridoio Reno Alpi che passa per i valichi di Domodossola e Chiasso e giunge al porto di Genova;
  4. il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo che parte dal valico del Brennero e collega Trento a Roma con i principali centri urbani del sud come Napoli, Bari, Catanzaro, Messina e Palermo.

A che punto sono i lavori dei corridoi che interessano la nostra regione?
Si sta procedendo ad un’alta infrastrutturazione delle linee ferroviarie che vede oggi direttamente coinvolte la Venezia-Udine, la Venezia-Trieste con l’alta velocità, la Udine-Cervignano e i porti dell’Alto Adriatico in particolare Venezia e Trieste, adiacenti agli assi ferroviari del Nordest.

Ma sembra che non sia stato pensato il completamento del nodo di Gorizia?
Appunto, in questo enorme rivolgimento risulta marginale e irrisolto il tema del nodo di Gorizia. RFI ha giustamente investito su grandi opere in progetto o in cantiere, per il superamento dei colli di bottiglia infrastrutturali che limitano lo sviluppo del traffico merci tra le aree attraversate dal Corridoio, ad esempio sul nodo per l’attraversamento di Mestre, sul quadruplicamento del Bivio S.Polo a Monfalcone, sul raddoppio del binario tra Cervignano e Udine, sul nodo della stazione di Udine, sulla eliminazione di circa 30 passaggi a livello tra Mestre e Trieste. Grazie a questi interventi vengono potenziate le linee ferroviarie tra Venezia e Cervignano, tra Trieste e Cervignano, tra Cervignano e Udine. E allora mi chiedo come non sia stato pensato il completamento di un’opera tanto essenziale quanto modesta nei costi: il nodo di Gorizia, per il nostro Territorio un enorme potenziale di sviluppo e posto come un vincolo dalla UE.

Perché tanti ritardi e sottovalutazioni riguardo il nodo di Gorizia?
Stiamo scontando storici errori: fu per decisione della Task Force del Programma di Cooperazione Interreg V-A Italia-Slovenia che attingeva a risorse comunitarie 2014-2020, che non si assegnò neppure un Euro all’asse dedicato ai trasporti transfrontalieri, non finanziato poiché il Programma Italia Slovenia non aveva inserito l’obiettivo tematico “Trasporti” all’interno della propria programmazione territoriale 2014-2020. Fu una
scelta politica. La Task Force era rappresentata dagli Stati Italiano, Sloveno e dalle amministrazioni regionali del FVG e del Veneto. Tali scelte vanificarono gli studi preliminari costati alcuni milioni di Euro dalla precedente programmazione europea del medesimo programma.
Eppure il Gect Go considerò irrinunciabile e strategica l’importanza del nodo ferroviario di Gorizia, uno dei due valichi ferroviari operativi tra Italia e Slovenia, una naturale infrastruttura di collegamento del corridoio Mediterraneo e Adriatico-Baltico.
È ora di far pesare il fatto che esiste il nostro valico, che dunque i traffici verso l’est che ora passano attraverso il nodo di Villa Opicina possono e devono contare anche su Gorizia. Mai capitasse il caso, già avvenuto, che i transiti su Opicina fossero bloccati con enormi disagi In assenza di vie alternative.

Cosa intendi per “completamento di un’opera tanto essenziale”?
Si tratta di completare l’operazione di fluidificazione del traffico ferroviario e di massima interconnessione del nostro valico internazionale tra Italia e Slovenia, dopo la realizzazione fondamentale della LUNETTA ITALIANA, bretella di raccordo che farà confluire l’esistente linea nazionale Gorizia-Monfalcone (su cui è connesso il sistema intermodale della SDAG), con la linea internazionale Gorizia-Vrtojba-Nova Gorica, innestata con bivi in linea sulle due direttrici.
È fondamentale la messa a punto di alcune piccole opere di adeguamento e collegamento tra Ferrovia Slovena (Vrtojba) e scalo intermodale (scambio gomma-rotaia) SDAG. Necessario a tale scopo un breve binario di circa 700 m sulla linea Internazionale Nova Go con un ponte in ferro che coinvolge il comune di Šempeter (SLO). Perché non prevedere, per stringere i tempi, un concorso del Fondo Gorizia alle spese, trattandosi di una linea internazionale in “condominio” tra Italia e Slovenia e per di più con una progettazione preliminare già realizzata nell’ ambito del TIP (Transborder Integrated Platform progetto finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo Europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali. Lead Partner era SDAG spa. Prevedeva la progettazione di interventi per favorire il coordinamento delle aree autoportuali e intermodali di Gorizia e Vrtojba con l’asse autostradale “Villesse-Gorizia-Razdrto”) ? Un lavoro di modeste proporzioni, che consentirebbe di entrare in SDAG anche ai treni provenienti dalla Slovenia del Sud, per intenderci da Sešana.
E la lunetta slovena così essenziale, oltre a quella italiana già in fase realizzativa, troviamo il modo di metterla in cantiere? Qui la politica deve lavorare a livello internazionale presto e bene: la Slovenia non può rimanere indifferente e guardare quasi esclusivamente a Lubiana e Opicina, e frenare la crescita nel Territorio confinario.

Si parla di soppressione del passante di Ronchi, cosa ne pensi?
Quanto alle voci sulla soppressione del passante Ronchi Sud e Ronchi Nord, non è questa la volontà di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) sarebbe la pietra tombale sul nodo di Gorizia. Capisco i problemi della comunità, ma i corridoi prevedono la diminuzione dell’inquinamento fino al 60%. Si troverà una soluzione utile nel comune interesse. Trovo essenziale il mantenimento e potenziamento operativo di questo passante ronchese, funzionante fin dai primi 900, senza il quale i treni in partenza da Trieste e Monfalcone, da Venezia e Cervignano, non potrebbero immettersi nella futura linea internazionale Gorizia-Nova Gorica, e viceversa. Il nodo di Gorizia sarebbe semplicemente defunto, svuotato di senso. il che andrebbe a disperdere l’utilità della “lunetta” che RFI sta realizzando per unire la ferrovia italiana a quella slovena e l’utilità di quella slovena e di ogni altra operazione funzionale al mantenimento e potenziamento del nodo di Gorizia. Si tratta dello sviluppo territoriale, del rilancio dell’occupazione, del traffico merci e passeggeri, si tratta delle future generazioni.

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