Franco Perazza

Il PD: “Alleanze larghe per dare a Gorizia finalmente un’amministrazione responsabile, competente, partecipativa, credibile”

di Franco Perazza

Le vittorie nelle grandi città Si è conclusa una tornata elettorale che tutti attendevano come un importante segnale per capire gli umori dell’elettorato italiano dopo due anni vissuti nell’incubo e nelle restrizioni dovute alla pandemia da Covid 19 . E il segnale è arrivato forte e chiaro dagli oltre 12 milioni di elettrici ed elettori che hanno partecipato al voto: il PD ha vinto, i partiti sovranisti hanno clamorosamente perso. Come ha detto il nostro Segretario nazionale Enrico Letta: “ Abbiamo vinto nei quartieri, in mezzo alla gente. Siamo tornati in sintonia con il Paese”. Le vittorie nelle grandi città sono un segnale molto positivo che dimostra chiaramente che dove prevale lo spirito di unità e il gioco di squadra, dove siamo capaci di formulare proposte credibili e un’idea chiara di governo dei territori, quando i candidati sono scelti per la loro competenza, l’elettorato ci premia con convinzione. Altrettanto importanti sono state le parole di Romano Prodi a commento dell’esito elettorale: “Oggi il PD ha ritrovato la sua forza per essere il perno della coalizione di centrosinistra”. L’ottimo risultato a livello nazionale si accompagna alla preoccupazione per il fenomeno dell’astensionismo che ha registrato un incremento oltre ogni ragionevole attesa. Si tratta di un fenomeno complesso che trova molte motivazioni, ma che impegna partiti e forze civiche di centrosinistra a lavorare con coerenza e concretezza per riportare le persone ad interessarsi di politica e a sentirsi responsabili delle scelte che riguardano l’amministrazione delle proprie città.
Nella nostra provincia Nella nostra provincia, l’esito elettorale presenta luci ed ombre. Ma sappiamo che ci sono
elezioni che si fanno per vincere (ad esempio Romans d’Isonzo), altre che si fanno per provare a vincere ma che si
possono anche perdere (è il caso di Grado), altre ancora che si devono fare per preparare il futuro (come a San Pier d’Isonzo)..
Capitolo Gorizia Adesso si apre il capitolo Gorizia. Sappiamo che ogni elezione è una storia a sé: per il momento
in cui avviene, per le caratteristiche della popolazione interessata e anche per fattori contingenti e casuali prossimi all’elezione. Ormai la politica ci ha abituati a cambi di scenari improvvisi e repentini, a cicli politici rapidi, che tuttavia non sembrano toccare la nostra realtà cittadina: timorosa dei cambiamenti più che orientata alla continuità. Da anni siamo in presenza di un elettorato stabile che, salvo l’eccezione della giunta Brancati, ha affidato sempre il governo della città agli schieramenti di centrodestra.
Tuttavia oggi ci troviamo in una situazione del tutto nuova ed insolita. La città è nelle mani di una maggioranza
confusa, disordinata, oberata da conflitti personali e contraddizioni di fondo difficilmente sanabili. Sono gli stessi
componenti della maggioranza a denunciarlo in un gioco delle parti pirandelliano che sconcerta i cittadini e mette la giunta comunale con le spalle al muro di fronte ad una serie infinita di errori clamorosi: uno spettacolo penoso, che ha messo la città in ginocchio dal punto di vista economico, le ha tolto qualsiasi ruolo nello scenario regionale, l’ha privata del compito di guida autorevole che dovrebbe esercitare come ex capoluogo di provincia.
Capitale europea della Cultura 2025 e Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza . Giunta e sindaco sono
aggrappati disperatamente alla scialuppa di salvataggio della Capitale europea della Cultura 2025, unica nota
positiva in uno scenario disperante, ma certamente non merito della attuale amministrazione comunale. Paradosso di una destra che cerca di non sprofondare grazie all’aiuto caritatevole che viene da quel mondo contro cui ha sempre combattuto e che ancora oggi vive con fastidio.
Proprio l’appuntamento con il 2025, nonché la necessità impellente di non sprecare le risorse che saranno messe
in campo dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, potrebbe convincere i cittadini goriziani a partecipare
numerosi al voto per voltare pagina. Attenzione però: le persone vanno volentieri a votare se le forze politiche sanno infondere speranza e fiducia. Il cattivo governo della città del centrodestra e la propensione a non presentarsi uniti da parte del centrosinistra potrebbero incrementare l’astensionismo.
Il Partito Democratico goriziano. Dal 15 gennaio 2020 il PD ha avviato con pazienza e perseveranza un
percorso strutturato che lo ha portato ad incontrare partiti, liste civiche, comitati, cittadini. Abbiamo dialogato,
abbiamo sentito opinioni, ci siamo confrontati, abbiamo raccolto suggerimenti e indicazioni preziosi per formulare il nostro programma elettorale. Continueremo su questa strada nella convinzione che sia indispensabile costruire alleanze larghe con il civismo migliore e con tutte quelle forze che si riconoscono in un campo progressista da estendere e consolidare, che incoraggi e coinvolga anche quelle forze moderate che avvertono l’urgenza di dare a Gorizia finalmente una amministrazione responsabile, competente, partecipativa, credibile, in grado di valorizzare la sua vocazione internazionale.

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