Da luoghi da conquistare con la guerra ad ameni luoghi di villeggiatura

Le vie Malta, Bellinzona, Corsica, Nizza, Tunisi

di Marzio Lamberti

Nella cartina del 1918, in rosso le terre irredente cui vanno aggiunte successivamente anche Malta e la Tunisia. Nel 1938, a seguito della crisi nei rapporti tra ‘Italia e Francia dovuto alla guerra d’Etiopia, il governo fascista riprese a rivendicare il Nizzardo, la Corsica e la Savoia quali terre irredente. Il fascismo sostenne anche il movimento irredentista maltese, cercando altresì di promuoverlo nella Svizzera italiana e nelle Isole Ionie. Il fascismo li considerò “irredenti”. L’irredentismo dopo la fine della prima guerra, fu egemonizzato dal fascismo, che ne fece uno strumento di propaganda nazionalista.

Nel mio girovagare per la città spesso sono passato per via Malta, Bellinzona, Corsica, Nizza. Nomi un po’ lontani da Gorizia e dalla sua storia. Mi sembravano strani. Che ci stanno a fare me lo sono chiesto più volte.
Poi ho letto da qualche parte che esisteva via Tunisi (oggi via Ascoli). Poi ho visto alcune foto delle folle che applaudivano l’entrata in guerra dell’Italia. In prima fila accanto ai gagliardetti fascisti cartelli con scritto Tunisi, Malta, Nizza, Corsica, Bellinzona insomma le città e i territori rivendicati e da conquistare. Fino alla prima guerra mondiale dagli irredentisti e poi tra le due guerra dal regime fascista.
Quindi accanto alla cittadinanza onoraria a Mussolini, Gorizia dedicò alle città e alle regioni irredente l’onore di titolare alcune strade. Luoghi che con la seconda guerra mondiale avremmo dovuto riconquistare. Nel 1938 il podestà dell’epoca avrà con orgoglio sostituito la vecchia toponomastica con la nuova allineata al regime (vedi la tabella curata da Lucia Pillon).
Poi è finita come è finita. Ma la toponomastica è rimasta intatta. Tranne il ripristino della denominazione di via Ascoli al posto di via Tunisi con delibera del 1951. Nella delibera però non si parla di sostituire gli altri nomi ‘irredenti’ che restano a futura memoria. Futura memoria di chi? In Italia ci sono una ventina di paesi dove esiste ancora via XXVIII ottobre la data della marcia su Roma, via Impero e centinaia di vie intitolate a personaggi che hanno “illustrato” il fascismo. Un reticolo di nomi e simboli ancora presenti nel nostro paese. L’ultimo episodio quello del sottosegretario leghista Durigon desideroso di omaggiare Armando Mussolini al posto di Falcone e Borsellino.
Oggi molti di quei nomi e di quei simboli significano poco o nulla privi come sono del contesto in cui sono nati. E oggi le motivazioni che hanno imposto quei nomi per fortuna non ci sono più. Col passare del tempo Malta, Corsica, Nizza, Bellinzona, Tunisi (per restare a Gorizia) sono diventati da luoghi da conquistare con una bella guerra a luoghi ameni di villeggiatura. Solo nomi di belle città e regioni.
Da visitare.

La nuova toponomastica introdotta con determinazioni podestarili 13.05 e 29.07.1938
Via Bellinzona: Già via Stretta, denominazione anteriore al 1878, anno in cui il Comune riorganizzò
la toponomastica cittadina.
Via Malta: .già via Corta, denominazione anteriore al 1878
Via Nizza: già via C. Lombroso denominazione attribuita con delibera consiliare 11 maggio 1910
Via Corsica: già via del Molino, denominazione connessa all’esistenza di un mulino presso il torrente
Corno, alla fine della via.
Via Tunisi: già via Ascoli, denominazione ripristinata nel 1951.

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